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Grazie all'illimitata quantità di tempo che ha a disposizione, generosamente concessagli dalla punizione genitoriale, la giovane Francesca si avvicina alle sue prime letture tra le quali troviamo Mordillo, i Peanuts e Calvin e Hobbes, dei quali però si limita solo a mirarne le pregevoli figure.
Già da tempo aveva ricevuto l'imprinting disneyano grazie all'opera omnia che possedeva in cassette ma, contrariamente alla maggior parte delle sue amichette (e questa è una
frase ricorrente al limite del ridicolo, nella sua vita) le sue preferenze erano orientate verso un'orizzonte più maschile. Indispensabili per la sua formazione sono infatti
stati i Power Rangers, Holly e Benji, la Fabbrica dei Mostri, Mighty Max, Nightmare Before Christmas (grazia al quale ha imparato ad amare quel genio che è Tim Burton) le Tartarughe Ninja (aveva un forte debole per Donatello) e Mazinga Z in onda sull'intramontabile Super Tre, che tutt'ora guarda con rinnovato interesse.
Di contro, non ha mai potuto soffrire La Sirenetta, le Ballerine Volanti, Pinocchio, Biancaneve e i sette nani e Belfi e Lillibit. Davvero odiosi.
Giungiamo così, di questo andazzo, alle elementari e non appena prende piena consapevolezza delle sue capacità di lettura, si mangia un fumetto dietro l'altro. Topolino, Poochie (unica nota rosa nella sua vita), Lupo Alberto, Cattivik, Diabolik e Alan Ford sono nella sua top 5.
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Nonostante i tempi non siano ancora maturi, comincia anche a comprendere quello spontaneo meccanismo che è il disegno e, con l'ausilio di una matita di "Solletico", compie i
primi esperimenti grafici. (Non ha mai amato colorare i suoi disegni per timore di rovinarli, perciò l'avvento del Photoshop, molti anni dopo, le cambierà la vita).
Certo le medie non saranno molto diverse dalle elementari (prende giusto 5 cm di altezza), ma è al liceo che la nostra beneamina dà il meglio di sé.
Indipendentemente dalla posizione in cui poteva trovarsi il suo banco (in bocca ai professori o in fondo all'aula, dimenticato da tutti), si preoccupava tutti i giorni di
abbellirlo (il suo e quello del vicino) con ogni savriato tipo di scrabocchi che le passavano per la testa. Non un centimetro era libero. Era l'incubo dei bidelli.
Più volte ripresa dai professori, Francesca non si perde d'animo e dopo aver fatto ammenda ed essersi scusata ufficialmente in vicepresidenza, continua indisturbata a disegnare sui banchi come niente fosse. Leggenda narra che sia riuscita a colpire perfino la presidenza.
Visto che la nostra eroina non ama le limitazioni, ovviamente, non poteva accontentarsi di queste sole superfici perciò dirige le sue attenzioni anche ai muri, la porta, la cassettiera e l'armadio della sua stanza che, attualmente, ospitano cinque dei suoi disegni realizzati in una grandezza difficilmente trascurabile.
Se adesso poi dovessi illustrare tutti i cartoni che si guarda, i fumetti e manga che si legge, probabilmente staremmo qua fino a dopodomani all'ora del thè e io ho da fare
col Bianconiglio.
Questa sfilza di frasi apprentemente messe a casaccio, vogliono essere un breve ma pregnante ed intenso sunto della mia vita fino ad oggi, che spero non vi sia risultato pesante come quello che avete mangiato ieri sera. Era buono?




